Giu 04 2008

Piazza Tien’anmen

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Mag 09 2008

Peppino Impastato

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Funerale di Peppino.

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Gen 30 2008

Gandhi, 30 gennaio 1948

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Gen 04 2008

Hatshepsut

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C’era una volta, nella Terra dei papiri e delle Piramidi, un re di nome Tuthmosis I, che ebbe dalla sua prima Grande moglie una bimbetta alla quale fu dato il nome di Hatshepsut.

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Nov 19 2007

Cavalli ricamati

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Nov 04 2007

Lo Scorpione

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Carissimi,

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Ott 19 2007

Manfredi di Sicilia

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Questa notte ho sognato del passato. Un passato lontano ma affascinate. Ho sognato di Manfredi di Sicilia, uno dei personaggi che più mi hanno affascinato della storia della mia terra. Era figlio naturale di Federico II di Svevia e tra la numerosa prole dell’imperatore che amava tanto la cultura, era, insieme ad Enzo, il figlio prediletto. Forse perchè anche lui, come il padre, amava gli studi e la poesia. Ad esso fu affidato il Regno di Sicilia, fino a quando non arrivò il fratello Corrado, legittimo successore del padre. Combatterono insieme fianco a fianco per rconquistare i territori invasi dal papa Alessandro IV e da chi lo affiancava. Dopo la morte di Corrado, il bel Manfredi fu incoronato re, il 10 agosto1258 nella cattedrale di Palermo, dove riposa ancora il padre Federico; il papa non ritenne valida l’incoronazione. Si diffuse la voce che Manfredi avesse fatto uccidere il fratello e mise in giro la voce che, Corradino, il nipote, erede al trono, fosse anche lui morto. Ah, sempre queste voci di corridoio. Il nuovo re divenne così, capo assoluto delle forze ghibelline in tutto il territorio italiano, tanto da poter nominare suoi vicari in Toscana, Lombardia, ducato di Spoleto, Marche e Romagna. La batosta più grande per il papa, fu la presa di Firenze da parte di Farinata degli Uberti, capo dei ghibellini in Toscana che erano per la maggior parte senesi. Ah, Siena, profumata terra dal colore straordinario. Ora, non solo la signoria di Manfredi si era estesa anche all’Oriente, avendo sposato Elena Ducas, figlia di Michele II re d’Epiro, ma con il secondo matrimonio, contratto con Costanza d’Aragona, divenne ancora più inattaccabile. Salito al trono pontificio Urbano IV, scomunicò per la seconda volta Manfredi e visto che non lo considerava il Re, tentò di "vendere la fontana d Trevi". Non c’era ancora la fontana di Trevi, ma il concetto è quello; non riconoscendo Manfredi come legittimato al trono del Regno di Sicilia, il papa, cercò in tutti i modi di vendere tale regno, prima agli inglesi che risposero picche e poi a Carlo I d’Angiò, fratello del Re di Francia Luigi IX. I Francesi che da sempre hanno mirato alle bontà italiane, sicule soprattutto(ihihih), accettarono di buon grado l’accordo e Carlo si precipitò immediatamente dal Papa nel frattempo divenuto Clemente(Mastella)IV. Era il periodo in cui tutti i papi erano quarti, ci avete fatto caso? Giocate il 4 sulla ruota di Roma e Palermo. A nulla valse l’appello di Manfredi ai romani di investirlo Imperatore. Quindi si scatenò una guerra, da una parte l’esercito siculo-arabo-germanico di Manfredi e dall’altro quello dei d’Angiò-italoguelfi-papalini. Manfredi morì in battaglia, combattendo come una furia scatenata il 26 febbraio 1266. Dopo tale risvolto, i ghibellini furono perseguitati dai guelfi anche post morte. Farinata e sua moglie Adaleta, morti già da tempo, furono resumati e posti in terra non consacrata in quanto ritenuti eretici. La vendetta dei fiorentini guelfi si focalizzò per anni ed anni sui Degli Uberti, mandati tutti in esilio senza possibilità di replica. Molto democratici sempre. Dante Alighieri, adorato mio Poeta, pensò bene di dedicare una passo della sua Divina Commedia a Farinata degli Uberti ed uno anche a Manfredi. Il primo viene messo tra gli eretici canto decimo Inferno, l’altro nel terzo canto del Purgatorio.

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Ott 06 2007

6 ottobre 1938

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Il sei ottobre del millenovecentotrentotto, il Gran Consiglio del Fascismo, emette la "Dichiarazione sulla razza!

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Ago 02 2007

2 agosto 1980

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Da un estratto di un mio articolo!

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Gen 30 2007

Storia di una roccia

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Un giorn, da una montagna si staccò un piccolo pezzo di roccia.
Questa rotolò e cadde per terra e come per magia, forse bagnata dall’acqua di un ruscello, si trasformò in una splendida donna!
Si guardava e si meravigliava del suo nuovo aspetto e guardava in giro gli alberi, i fiori e l’erba verde; gli insetti parevano danzare per far festa alla primavera che arrivava!
La strana creatura ad un tratto si sentì prendere per mano si girò e vide un uomo, le sorrise, gli sorrise!
La prese per mano ma, la strinse talmente forte che la donna sentì dolore!
Ahiiii!!! esclamò!
L’uomo le rispose che ormai non era più un pezzo di roccia, era diventata umana e quindi era normale sentir dolore!
Una lacrima spuntò dai dolci occhi della fanciulla che chinò il capo e si intristì!
E più i due camminavano e più lei sentiva dolore e più rimpiangeva il periodo passato ad essere un semplice sasso.
Ad un certo punto l’uomo stanco di camminare di fermò e si sedette sotto un albero e lì chiuse gli occhi cadendo in un sonno profondo.
La donna lo fece assopire, poi si accertò che dormisse e alla fine, a piedi nudi tra erba e sassi e spine cominciò a correre verso la montagna dalla quale si era staccata!
Non sentiva il dolore ai piedi ormai sanguinanti, non lo sentiva perchè la voglia di libertà era più forte di ogni altra cosa!
Arrivò al ruscello e stavolta badò a non bagnarvisi!
Cominciò ad arrampicarsi e anche le mani cominciarono a sanguinarle, ma lei proseguiva verso quello che aveva sempre conosciuto: La roccia di cui faceva parte.
Ci arrivò e vi si strinse come una figlia stringe la madre.
La grande roccia parlò: Sei tornata figlia mia! Tu sei roccia come me e nulla può spezzarti!
E non credere mai che le rocce sono soltanto pietre senza vita.
Sotto di noi scorrono fiumi d’acqua che è la vita stessa!
Un giorno arriverà correndo e stanco qualcuno e si poggerà a te! Tu allora farai in modo che da te nasca una sorgente nella quale si disseterà e trovarà il riposo meritato!

A.S.

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