Nov 26 2007

Tina

Pubblicato da at 08:23 archiviato in Società e taggato:

Tina, aprì il portone di quell’antico palazzo. La scala larga, di marmo nero, formava una grande spirale. Iniziò a salire e sentiva solo il rumore dei suoi passi. Sapeva che doveva arrivare fino al terzo piano, era sicura, non temeva per niente ciò che avrebbe potuto trovare.

Improvvisamente sentì l’uscio di una porta aprirsi. Le cerniere della porta cigolavano molto.

Arrivò al piano stabilito e trovò, l’uscio della porta, l’ultima a sinistra, aperto.

Si fermò un attimo sulla soglia. Sentì odori orientali. C’era buio, ma ancora una volta, Tina non temeva potesse accaderle qualcosa.

Entrò dentro, camminando piano, quasi a non volere far rumore per timore di disturbare qualcuno.

Sentì un chiaro e breve battito di mani provenire da una delle tante camere dell’appartamento.

Si girò, guardò nella penombra la porta della camera e si avviò verso di lei.

La mano fredda e bianca di Tina, si posò sulla maniglia. Aprì la porta.

Dalle persiane chiuse, oltre le tende, filtravano leggere strisce di luce.

Annusò l’acre odore di un sigaro e vide i disegni che il fumo creava in controluce.

Pierre la aspettava seduto sul grande divano.

Ci fu un lungo silenzio. Non un saluto, non una parola. Tina, tolse il capello ed i suoi capelli caddero liberi sulle spalle. Si sedette accanto a Pierre.

Contemporaneamente, i due tentarono di dire qualcosa. Ancora una volta tornò quel silenzio che rendeva tutto ancora più difficile.

Pierre, prese la mano di Tina. Lei inclinò il capo dalla parte opposta. L’uomo si avvicinò e le baciò il collo. Lei lo lasciò fare. Improvvisamente, però, la donna riprese il suo cappello, infilò la mano dentro alla tasca del cappotto e tirò fuori una lettera. La posò con delicatezza sul divano e scappò, ripercorrendo la strada a ritroso. La scala stavolta pareva volerla farla precipitare all’inferno ed il calpestio delle sue scarpe sul marmo era molto più veloce di prima. Corse verso il portone che richiuse dietro a se e, tirando un sospiro, cominciò a correre tra i vicoli stretti della città.

Intanto Pierre, aprì la lettera:

Caro Pierre,

il giorno in cui ti conobbi, pensavo solo ad un’avventura momentanea.

Poco alla volta, invece, quest’avventura ha preso strani e indefiniti contorni. Non so se definirla una storia reale o, se invece, è il frutto della mia fantasia. Non ho mai avuto l’opportunità o, meglio, il coraggio di dirti che per me, Tu, sei qualcosa di più grande rispetto alle previsioni.

Perché te lo dico adesso? Perché in questo modo? Soltanto perchè sto partendo Pierre. Un viaggio senza più ritorno, un viaggio, che mi porterà verso terre lontane. Credo sia giusto così. Forse sto scappando, pensalo pure, ma credimi: Ti sbagli!

Con tutto il mio Amore,

Tina

Pierre, immediatamente, prese il cellulare. Anche lui, non aveva mai avuto il coraggio di esternare l’amore che provava per Tina. Compose subito il numero…L’utente da voi chiamato, risulta, al momento irraggiungibile. Tina, restò per sempre, irraggiungibile.

Chiapillitas (A.S.)

                                         Devianart.com

23 commenti




23 Commenti to “Tina”

  1.   graziaon 26 Nov 2007 at 08:35

    Buongiorno Chapillinas, a mio avviso questo è il più bel racconto che hai scritto oltre a quello per la bimba afgana…

    (c’è sempre un sigaro nei tuoi racconti? :-)

    un abbraccio…buona giornata…

  2.   t&non 26 Nov 2007 at 09:26

    il cielo è vicino,

    ma domani forse

    dovrà scavare

    per vederlo.

  3.   julienon 26 Nov 2007 at 09:40

    Leggendo questo bellissimo racconto mi è tornata alla memoria una splendida poesia di Prévert:

    Il a mis le café

    Dans la tasse

    Il a mis le lait

    Dans la tasse de café

    Il a mis le sucre

    Dans le café au lait

    Avec le petit cuiller

    Il a tourné

    Il a bu le café au lait

    Et il a reposé la tasse

    Sans me parler

    Il a allumé

    Une sigarette

    Il a fait des ronds

    Avec la fumée

    Il a mis les cendres

    Dans le cendrier

    Sans me parler

    Sans me regarder

    Il s’est levé

    Il a mis

    Son chapeau sur sa tête

    Il a mis

    Son manteau de pluie

    Parce qu’il pleuvait

    Et il est parti

    Sous la pluie

    Sans une parole

    Sans me regarder

    Et mois j’ai pris

    Ma tête dans ma main

    Et j’ai pleuré

    Molto bella, vero? Non la ricordavo per intero perchè è un ricordo dei tempi di scuola (tanti anni fa) e l’ho ricercata in internet.

    Trovo un po’ difficoltosa la lettura dei tuoi blog per via della grafica; un po’ per il fondo molto scuro ed un po’ per via delle figure che mi scorrono sotto lo scritto.

    Un caro saluto

    Julien

  4.   sereon 26 Nov 2007 at 10:20

    grazie dell’abbraccio e dell’in bocca al lupo :)

    buon inizio settimana :) *

  5.   Bearon 26 Nov 2007 at 10:23

    be, come inizio settimana devo dire che è molto culturale!!!!!!!

    Bello veramente, anche la mia collega ne è rimasta piacevolmente colpita!!!

  6.   Esidraon 26 Nov 2007 at 10:31

    E’ bellissimo questo racconto, anche se avrei preferito un finale del tipo “e vissero felici e contenti”, sono un’inguaribile romantica lo sò!!:-))))))

    E’ splendido quel termine “irraggiungibile” abbinato sia al cellulare che alla persona, è proprio la ciliegina sulla torta!:-)))

    Bacissimi

  7.   Antonio Leonellion 26 Nov 2007 at 11:08

    Essere coinvolti da te potrebbe anche risultare “mortale”!

    I tuoi tanti interessi spaziano fino all’orizzonte dell’intelligenza.

  8.   Paolaon 26 Nov 2007 at 14:21

    Buona Settimanaaaaaaa!!!di corsa come sempre…ma il tuo racconto mi ha preso fino all’ultima parola…:-)

  9.   Michelleon 26 Nov 2007 at 14:23

    Bellissimo e intenso racconto! Meraviglioso finale, seppur nella sua tristezza! Non poteva essere diverso, non per me! Perchè nelle tue parole ho letto quanto a volte non ci rendiamo conto delle opportunità che abbiamo vicino a noi: sentimenti “negati”, taciuti; paura di esprimersi, di mettersi in gioco e tutto questo rende a volte difficile l’incontro tra due persone che, in un gioco che unisce bivii del destino e scelte personali, potrebbero non incontrarsi mai, se non quando sarà ormai troppo tardi! Triste? Lo è, ma forse tutto ciò vuole solo esortarci a guardarci attorno, con la voglia di amare ed essere amati. Amare ed essere amati dalla Vita. Aver voglia di ascoltare il cuore, l’emozione! E questo è qualcosa che sento anche su di me, quanto le ferite del passato sembrano prendere il sopravvento. Allora, mi dico:”Vivi. Vivi con intensità!” Grazie, per avermi ricordato quanto tutto questo è importante! Baci baci da Michelle

  10.   Il Narratoreon 26 Nov 2007 at 14:55

    Un racconto che la tua “penna magica” ha reso delicato. Ma che sento allo stesso tempo tragico e disperato.

    Può darsi che io lo abbia interpretato così perché “non conosco bene gli addii”. In fondo ne ho vissuto uno solo, drammatico.

    P.S: Indubbiamente formidabile la tua selezione di notizie, quella del post precedente. Tanto per la scelta dei pezzi che per l’indubbia efficacia dei tuoi commenti! :-) ))))

  11.   Ritamaon 26 Nov 2007 at 15:06

    Ti verrò a trovare carissima. Un caro saluto e un grande abbraccio!

  12.   Red Bullon 26 Nov 2007 at 15:25

    Pierre, sono grande l’ho capito sai, tu abbassi gli occhi…..

    Ma che ti sei fumata oggi?

    Un bacione indovina da chi?

    ( visto che mi firmo non dovrebbe essere difficile indovinare, vero? )

  13.   LUXon 26 Nov 2007 at 16:53

    Visto che non riesco a scrivere un beata mazza almeno leggo i racconti tuoi e di altri.

    Ma questi benedetti uomini non si possono accorgere prima dell’irraggiungibilità? Mannaggia che finaleeeeeee! Fai un altro post dove lei accende il cellulare e si trova le innumerevoli chiamate di Pierre. Poi le squilla il cellulare con il medesimo sfinito di cercarla….

    Diciamo la verità saremo pure irraggiungibili noi donne ma la tecnologia viene in aiuto alla nostra curiosità. Parlo per me che è meglio. ;-)

    Ciao Info buona settimana

  14.   Gianlucaon 26 Nov 2007 at 17:13

    Hai problemi di debug sul tuo sito.

    Ciao.

    G.

  15.   antonio76on 26 Nov 2007 at 17:54

    Breve ma intenso. Breve ma spietato. Breve ma bello :-)

  16.   ilmondodiguidoon 26 Nov 2007 at 18:13

    l’esperienza tam tam si è esaurita, in quanto è risultata passiva da parte dei bloggers partecipanti, e senza risposte o commenti, quindi senza interazione.

    Se vuoi, puoi partecipare attivamente al sito, con tuoi scritti (sintetici e corredati da molte immagini)che puoi mandarmi per e-mail all’indirizzo guido@crocedilizia.com, o attraverso il blog. ciao, guido

  17.   uomodamarciapiedeon 26 Nov 2007 at 20:18

    la foto è complementare al post…

    ha odore di cose respirate e brucia gli occhi come le cose vissute….

    è una delle cose più belle che io abbia mai letto in rete…

  18.   feon 26 Nov 2007 at 20:58

    inf sei diventata narratrice?… basireddu

  19.   Severoon 26 Nov 2007 at 21:12

    è il più bel racconto che hai scritto.

    e l’intestazione (a parte i due barbudos) è bellissima.

    ma i graffi sulle gambe te li ha fatti il gatto o sei incartapecorita di tuo? :) )

  20.   Alyon 26 Nov 2007 at 21:30

    Femme fatale …atmosfera da film in bianco e nero, anni cinquanta ..non fosse che per il cellulare.

    Bellissimo racconto.

    Beso para ti

    Aly

  21.   Alyon 26 Nov 2007 at 21:50

    Pardon.. mi chiedevi dello scavo.

    Si il lavoro sul terreno è terminato, abbiamo quasi trenta cassette di materiali da pulire, ordinare, classificare, trovare i confronti e studiare …ci sarà da divertirsi.

    Ciao

  22.   mistycgon 26 Nov 2007 at 23:06

    sai che questa è la mia ora,buttarmi con il piacere nelle letture delle parole altrui.il tuo saper rendere l’impossibile nel possibile in questo racconto…o il contrario…

    ti lascio un bacio

    misty

  23.   oracoloon 27 Nov 2007 at 09:42

    la vita mi ha insegnato a non mollare mai e che di definitivo c’è una sola cosa…

    vida y suerte, tantissima